Pubblicato il 28 mag 2015

Come impiegare i fondi europei per migliorare le scuole italiane e in particolare quelle delle cinque regioni meno sviluppate fra cui la Basilicata. Se ne è discusso oggi a Roma dove si è svolta la prima riunione del Comitato di Sorveglianza del Programma Operativo Nazionale (Pon) “Per la Scuola – Competenze e ambienti per l’apprendimento”, finanziato con il Fondo Sociale Europeo (Fse) e con il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr), che persegue gli obiettivi di stimolare e migliorare lo sviluppo delle competenze e aumentare la sicurezza e l’attrattività degli istituti scolastici.

All’incontro, organizzato dal Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca – a cui hanno preso parte rappresentanti dei Ministeri Economie e Finanze, Lavoro e Politiche Sociali, nonché rappresentanti della Commissione europea e delle Regioni italiane – si è discusso, tra le altre cose, dei criteri di selezione e delle procedure per l’approvazione dei progetti finanziabili.

Ai lavori ha preso parte anche la Basilicata, rappresentata dall’Autorità di Gestione del Po Fesr Antonio Bernardo, che, nel corso del suo intervento, ha evidenziato la necessità di definire le modalità di integrazione tra le azioni del PON e quelle similari attivate nel POR,  con particolare riguardo agli interventi FESR sulle smart school, sulla sicurezza degli edifici scolastici e sui laboratori ed ambienti scolastici, l’importanza di individuare le modalità attuative che dovranno essere condivise dal MIUR con le Regioni, anche mediante accordi specifici e con il coinvolgimento degli uffici scolastici regionali. “E’ necessario – ha detto Bernardo nel suo intervento – definire e formalizzare le risorse allocate dal PON  a livello di singola regione al fine di poter meglio stimare risultati ed impatti sul territorio regionale anche alla luce dell’attenzione posta dalla Commissione europea sul raggiungimento dei risultati”.

Il Programma Operativo Nazionale “Per la Scuola” 2014-2020, che ha un budget di circa 3 miliardi di euro di cui 2,1 per le cinque regioni meno sviluppate, fornisce infatti alle scuole italiane la possibilità di accedere alle risorse comunitarie per migliorare il sistema nel suo complesso ed estende per la prima volta l’area d’intervento alle scuole di tutte le Regioni italiane.
(fonte AGR/www.regione.basilicata.it)