Per il periodo 2014-2020 la riforma della Politica di Coesione parte dalla denominazione dei Fondi, che non sono più denominati strutturali, ma Fondi SIE (Fondi strutturali e di investimento europei). A fianco al Fondo Sociale Europeo (FSE) e al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), gli investimenti europei saranno supportati dal nuovo Fondo di Coesione, dal Fondo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) e dal Fondo per gli Affari marittimi e la pesca (FEAMP). Il Fondo Sociale Europeo, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e il Fondo di Coesione rappresentano oltre un terzo del budget complessivo messo a disposizione dell’Unione europea. La data per la realizzazione degli investimenti (ammissibilità della spesa) è fissata al 1° gennaio 2014 e copre l’intero periodo di programmazione, con la data di presentazione dei documenti di chiusura e pagamento del saldo finale fissata al 30 settembre 2023.

Dal puntoammissibilità di vista dell’architettura e della ripartizione delle zone ammissibili, la nuova Politica di Coesione prevede una struttura semplificata che registra il superamento degli obiettivi “Convergenza” e “Competitività regionale ed occupazione” della programmazione 2007-2013. Entrambi, di fatto, sono confluiti in un unico obiettivo generale denominato Investimenti in Favore della Crescita e dell’Occupazione (IFCO) che riguarda l’intero territorio dell’Unione europea e che prevede una ripartizione in 3 diverse categorie di Regioni:

  • Regioni meno sviluppate
    (con PIL pro capite inferiore al 75% della media europea)
  • Regioni in transizione
    (con PIL pro capite compreso fra il 75% e il 90% della media europea)
  • Regioni più sviluppate
    (con PIL pro capite superiore al 90% della media europea)

Come nella programmazione 2007-2013, invece, resta confermato l’obiettivo Cooperazione Territoriale Europea (CTE), con un rafforzamento del ruolo dei Gruppi Europei di Cooperazione Territoriale (GECT).

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